Il territorio

Si definisce Valdarno Superiore la zona che il fiume Arno attraversa prima di arrivare nella pianura di Firenze, é costituito da un fondovalle pianeggiante delimitato dai rilievi del Pratomagno a nord-est e dai monti del Chianti a sud-est.Valdarno Inferiore è invece la zona attraversata dall’Arno dopo Firenze fino al territorio pisano.Il territorio del Valdarno Superiore è suddiviso in in quindici Comuni di cui quattro in provincia di Firenze ( Rignano sull’Arno, Reggello, Incisa Valdarno e Figline Valdarno) e undici in provincia di Arezzo ( San Giovanni Valdarno, Cavriglia, Pian di Scò, Castel Franco di Sopra, Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Loro Ciuffenna, Bucine, Laterina, Castiglion Fibocchi e Pergine).In epoca Preistorica il Valdarno Superiore era occupato da un immenso lago; ma i detriti trascinati dai torrenti riempirono il fondo del lago cosicchè le acque si prosciugarono. In un secondo tempo gli stessi torrenti e gli stessi fiumi, come gia avevano eroso la montagna, fecero altrettanto con il fondovalle scavandolo un numero infinito di valli e vallette, da tutto ciò derivò l’attuale aspetto del pittoresco Valdarno così vario e suggestivo. Il territorio è suddiviso in tre zone: il fondovalle attraversato dall’Arno e le maggiori strade che collegano tutto il Valdarno. C’è poi la zona collinare dove troviamo le colture principali quali vigneti e oliveti. Infine la zona montana che giunge fino a quota 809m sul Monte Muro( dorsale del Chianti) e a quota 1591m alla Croce del Pratomagno. Tre strade da Arezzo conducono al Valdarno percorrendolo in tutta la lunghezza e raggiungendo Firenze: l’Autostrada del Sole, la S.S. 69 che segue l’andamento dell’Arno, e la strada dei Sette Ponti, tracciata già in epoca etrusca, che si snoda sulle pendici del Pratomagno dominando la valle dalla presumibile linea di battigia del lago scomparso. Pur conservando una tradizione agricola rivolta alla produzione di vini ed oli d’oliva di gran pregio, il Valdarno è da considerarsi l’area di maggiore e più antica industrializzazione dell’aretino. Il declino della tipica lavorazione del feltro e dei cappelli, verificatosi negli ultimi decenni, è stato compensato dallo sviluppo di altre attività: siderurgia e lavorazione del vetro in particolare. I più attuali metodi di utilizzazione del bacino lignifero locale hanno inoltre determinato la conversione delle attività estrattive in quella di produzione energetica.

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